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SPRECHI ALIMENTARI: ECCO COME RIDURLI IN CASA

Gli sprechi alimentari si possono combattere a partire dalle abitudini domestiche. In Europa, si stima che oltre il 50% dei rifiuti alimentari (47 milioni di tonnellate) provenga dalle famiglie. Secondo un sondaggio sullo spreco alimentare di Eurobarometer condotto nel 2015, la maggior parte delle persone che vivono nell’UE (76%) sono consapevoli che la prevenzione dello spreco alimentare è qualcosa di cui il singolo consumatore è responsabile, insieme ad altri attori. Ma allora cosa fare per contribuire alla lotta agli sprechi?

La risposta è dentro le nostre case. E’ sufficiente infatti modificare le nostre piccole abitudini quotidiane per abbracciare un consumo più equo e sostenibile. Notoriamente gli sprechi nelle mura domestiche sono causati da sovrabbondanza degli alimenti acquistati, eccedenza delle porzioni di cibo preparate e servite, incapacità di consumare gli alimenti entro il periodo di scadenza, scarsa conoscenza delle etichette.

Al riguardo una ricerca condotta in Gran Bretagna ha individuato in modo scientifico le due principali cause degli sprechi alimentari in casa: viene cucinato troppo cibo rispetto al reale fabbisogno, producendo così avanzi che spesso finiscono in pattumiera; gli alimenti non vengono consumati entro la data di scadenza, con la conseguenza che una ingente quantità di cibo e bevande finisce tra i rifiuti perché non più utilizzabile. A tutto ciò occorre aggiungere le difficoltà dei consumatori nell’interpretare correttamente le etichette sulle confezioni dei prodotti, e in particolare la differenza che intercorre tra le definizioni “da consumare preferibilmente entro” e “da consumarsi entro”, differenza che spesso porta i consumatori a considerare non più commestibili alimenti che invece possono essere ancora cucinati e consumati.

In tale contesto anche l’industria alimentare ha delle precise responsabilità: le offerte promozionali di negozi e grande distribuzione inducono l’utente ad acquistare quantitativi eccessivi di prodotti, superiori al reale fabbisogno, attraverso sconti allettanti che alterano non solo le scelte economiche dei consumatori, ma anche la pianificazione degli acquisti. Il confezionamento dei prodotti, poi, ha un ruolo rilevante sulla durata e sulla conservazione degli alimenti, mentre le etichette spesso risultano poco comprensibili e non spingono gli acquirenti ad un corretto utilizzo o conservazione dei cibi.

Esistono poi fattori soggettivi che influiscono sulla quantità di spreco generata da ogni famiglia: la dimensione e la composizione di una nucleo familiare, ad esempio, ha un ruolo non indifferente, considerato che gli adulti sprecano di più dei bambini, mentre le famiglie più numerose tendenzialmente sprecano minori quantitativi procapite rispetto alle famiglie più piccole; il reddito medio, con gli sprechi che risultano inferiori nei nuclei a basso reddito; l’etnia (una ricerca ha dimostrato ad esempio come negli Stati Uniti le famiglie di origine ispanica sprechino il 25% di cibo in meno rispetto alle famiglie non ispaniche); il periodo dell’anno, con l’estate in testa alla classifica delle stagioni dove si spreca di più.

Proprio in considerazioni di tali aspetti, assume una importanza fondamentale pianificare i pasti e le porzioni come prima forma di lotta agli sprechi alimentari da realizzare nelle mura domestiche: cucinare in base alle reali necessità e non oltre il necessario non solo consente di abbattere le quantità di cibo che finiscono tra i rifiuti, ma consente non indifferenti risparmi di denaro. Anche gli avanzi di alimenti assumono un loro ruolo in questa battaglia contro gli sprechi, poiché invece di essere gettati possono trasformarsi nella base per creare nuovi piatti gustosi e originali. Importante poi controllare le etichette dei prodotti, consumando prima quelli che si avvicinano alla data scadenza. Molti cibi possono essere congelati e utilizzati all’occorrenza, gli altri possono essere conservati in frigorifero ad una temperatura tra gli 1°C e i 5°C, disponendo le confezioni appena acquistate sul retro e portando le più vecchie nella parte anteriore del frigorifero (o della cucina), riducendo così il rischio che gli alimenti scadano prima di essere consumatori. I rifiuti alimentari, infine, possono avere una nuova vita: basta conservarli in un cestino per il compost (umido) e utilizzarli come nutrienti per le piante o per il giardino.

Piccoli accorgimenti che, se adottati quotidianamente, possono abbattere lo spreco alimentare, con effetti benefici sulle nostre tasche, attraverso un consistente risparmio di denaro.

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